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Il Modena Football Club è la principale società calcistica di Modena. Fondata nel 1912, attualmente milita in Serie B.

Nel 1908 sorgono a Modena due club calcistici: l'Associazione Studentesca del Calcio Modena e il Football Club Audax Modena. Dopo pochi anni, però, le due società decidono di fondersi ed il 5 aprile 1912. la fusione venne ufficializzata dagli organi informativi competenti. Il giornale "Il Panaro" pubblicò così la notizia della fusione societaria:

« Era affisso ieri un avviso sul quale si invitavano i nostri giocatori di football a partecipare a una riunione per deliberare circa la fusione delle due società, la Associazione Studentesca del Calcio e lo Audax Football Club L'idea di tale connubbio non ci giunge nuova, l'abbiamo sentita circolare da oltre un anno nei capannelli calcistici, ma non abbiamo mai voluto entrare nel merito della questione per non rompere, come si dice, le uova nel paniere a coloro che tale idea propugnavano. Lo facciamo ora che la notizia ufficiale e la fusione fatta e che la nuova società ha già scelto il suo nome e i suoi colori. Si chiamerà Modena Football Club e la sua maglia porterà i colori giallo-blu »

Inizia così la storia del Modena Football Club.

I primi anni [modifica]

Nei primi anni di vita, il Modena sfiorò subito l'impresa di portarsi a casa la Coppa Federale (l'antenata della Coppa Italia) già nel 1916, durante la Grande Guerra. Pochi anni dopo, a guerra finita, i canarini sfiorarono addirittura il primo scudetto, quando nella stagione 1924-25 il Modena chiuse al 2° posto con un solo punto di distacco dal fortissimo Genoa, e con risultati clamorosi tra cui un clamoroso 5-0 rifilato all'Inter. Fece molto scalpore, poi, l'esordio in Serie A di Alfredo Mazzoni a soli 16 anni.

Gli anni '30 e '40 [modifica]

Mentre cominciava il primo flusso di calciatori stranieri (particolarmente di quelli ungheresi), nel 1932 arrivò la prima retrocessione in Serie B, cui il Modena non seppe reagire: due secondi posti consecutivi, poi il 3° nel 1935, sembrava una maledizione. Arrivò intanto l'inaugurazione del nuovo stadio, nel 1936, intitolato a Cesare Marzari (poi rinominato Alberto Braglia), giocatore gialloblu caduto nella Guerra d'Etiopia. In quegli anni cambiò anche la denominazione di Modena F.C. in Modena Calcio, in ossequio alle direttive del regime volte all'eliminazione di ogni parola straniera nel lessico sportivo.

Nel campionato 1937-38 vi fu il ritorno in serie A, mentre l'anno successivo il Modena si salvò per un solo punto. All'inizio della stagione 1939-40 comparvero anche i numeri sulle maglie dei giocatori. La squadra venne rinnovata ma gli acquisti si rivelarono al di sotto delle aspettative e così fu di nuovo Serie B.

Nel periodo bellico, furono diversi i giocatori che il Modena riuscì a lanciare: Vittorio e Lucidio Sentimenti, Alberto Braglia, Maino Neri ed Ermanno Malinverni e Otello Zironi, detto "La Gazzella". Tra gli stenti dovuti alla guerra, il Modena si barcamenò tra la A e la B, in attesa di tempi migliori.

Tempi migliori che coincisero con la fine della Seconda Guerra Mondiale: nella stagione 1946-47 il Modena infatti chiuse al terzo posto in Serie A, dietro all’imprendibile Grande Torino ed alla Juventus, che chiuse avanti di soli due punti; fu quello il miglior campionato di A del Modena, che in casa ottenne anche risultati clamorosi come il 6-1 inflitto al Napoli, e le vittorie su Juventus, Inter, Roma e le “doppiette” (vittorie in casa e trasferta) rifilate alla Lazio ed alla Fiorentina.

L’anno successivo, il Modena chiuse al 5° posto e, con diversi giocatori che ormai facevano parte della Nazionale italiana, come Enzo Menegotti, Francesco Pernigo, Maino Neri e Valerio Cassani, tutti presenti al torneo di calcio della Olimpiadi di Londra del 1948, sembrava destinato ad entrare tra le grandi del calcio italiano, che proprio in quegli anni cominciano a costruire le loro imprese calcistiche.

Ma le vicissitudini societarie, culminate nelle dimissioni del presidente prima e dell'allenatore dei miracoli poi, non permisero di continuaro il sogno, che diventò incubo quando, appena un anno dopo, la squadra chiuse al penultimo posto e si trovò in Serie B.

Gli anni '50 [modifica]

Il Modena provò subito a ritornare nella massima serie, ma chiuse solo al 5° posto. Ci riprovò l'anno dopo, nella stagione 1950-51, ma riuscì solo a sfiorare l'impresa, con un beffardo 3° posto. Ed ebbe così inizio la grande fuga dei talenti modenesi nelle squadre più blasonate: fu il caso, tra i tanti di Maino Neri, di Sergio Brighenti e di Giorgio Ghezzi. I risultati cominciarono a risentirne: un 8° e due 10° posti consecutivi cominciarano a ridimensionare i progetti modenesi, che solo lievemente tornarono felici quando nella stagione 1954-55 giunse di nuovo 3°.

Intanto, le finanze cominciavano a ristagnare. Il Modena sembrava sul punto di collassare quando l'azienda Zenit si offrì come sponsor della squadra. Fu una manna dal cielo: 100 milioni di lire (una cifra colossale per l'epoca) per la campagna acquisti per tentare la scalata alla serie A. Soldi spesi con oculatezza, che diedero risultati immediati nella prima parte della stagione. Poi, un girone di ritorno disatroso, costrinse il Modena ad "accontentarsi" del 7° posto. Ma l'anno dopo, ancora con la Zenit come sponsor, andò ancora peggio: 14° posto e retrocessione evitata per pochi punti. La Zenit si ritirò, al Modena non restò che vendere il vendibile e sperare in qualche giovane promessa, ma non ci fu scampo: senza più soldi né giocatori di valore, chiuse penultima in classifica e sprofondò per la prima volta in Serie C.

Gli anni '60 [modifica]

È curioso come da due fatti così apparentemente tragici per la società modenese possa nascere una piccola impresa: nonostante infatti il ritiro dei finanziamenti della Zenit e la retrocessione in C, il nuovo organico modenese compì un doppio salto: vincitore della Serie C 1960-61 e 3° nella Serie B 1962, appaiato al Napoli, appena vincitore della Coppa Italia del '62.

Fu una magnifica avventura, che non sopravvisse ai suoi protagonisti: il primo anno la salvezza fu tuttavia tranquilla, grazie ai gol del centravanti della Nazionale brasiliana Cinesinho, ma nell’anno successivo le cose si complicarono: alla fine del campionato, il Modena era 15° ma a pari punti con la Sampdoria, contro la quale si giocò la permanenza in A. Lo spareggio si giocò il 7 giugno 1964 a Milano, campo neutro: Sampdoria – Modena 2-0 e fine del sogno. Il Modena tornava in B.

La Serie B intanto si era fatta più dura, e lo dimostrò subito. Nei sette anni di B successivi il Modena raggiunse, come massimo traguardo, il 6° posto, lontanissimo dalla lotta per la promozione. In compenso, sfiorò la retrocessione nel campionato 1968-69, quando si salvò solo per miracolo e chiuse 17°. Era l’inizio degli anni più duri.

Gli anni '70 [modifica]

La lunga parentesi della Serie B finì nel campionato 1971-72, quando il Modena chiuse all’ultimo posto e precipitò in Serie C. Inizialmente, si verificò comunque l’ottimismo della prima retrocessione in B, quando si pensava che per il Modena sarebbe stata una passeggiata o poco più. Invece gli ci vollero tre anni per risalire, quando finalmente vinse il campionato 1974-75.

Due campionati “anonimi” del Modena (un 8° ed un 12° posto) sembravano il preludio di un lungo periodo di militanza in cadetteria. Invece, un’ennesima crisi finanziaria portò la squadra sull’orlo del fallimento, e di conseguenza la squadra fu smantellata. Imbottita di giovani di belle speranze ma di poco bagaglio tecnico, il Modena affondò prima in C1 (come si era chiamata in quegli anni la serie C) e l'anno successivo addirittura in C2 (ossia la vecchia Serie D).

Gli anni '80 e ’90 [modifica]

La Serie C2 fu comunque un’esperienza passeggera: la crisi societaria fu risolta con l'ingresso dell'industriale Bergamini e grazie all'esplosione di un giovane talento, Stefano Cuoghi, al primo tentativo la vittoria del campionato della stagione 1979-80 fu assicurata, e la C1 riconquistata e considerata come nuovo trampolino per la B.

La tifoseria però è costretta a subire diverse delusioni: dopo il 12° nel nella stagione 1980-81, l'anno dopo il Modena chiude 3° per un solo punto (i play-off non esistono ancora) ed è costretto a ricominciare tutto da capo. La società intanto aveva cambiato proprietà: era entrato Francesco Farina e rimarrà alla direzione per i successivi 15 anni.

Arrivano i primi due trofei: il Modena si aggiudica infatti il Trofeo Anglo-Italiano del 1981 e del 1982, battendo in finale, rispettivamente, gli inglesi del Poole Town e quelli del Sutton United. Ma le vittorie non seguono invece in campionato, dove il Modena giunge 11°, 10° ed 8° nei tre anni a seguire. Finalmente, nel campionato 1985-86, arriva la promozione in B. Ma dopo una salvezza facile, nel campionato 1987-88 arriva la nuova retrocessione. La A sembra ormai un miraggio sempre più lontano.

Gli anni Novanta si aprono con la vittoria del campionato di Serie C1 che vale così il ritorno in Serie B, realizzando il record assoluto (ancora in vigore) del minor numero di reti subite da una squadra in un campionato professionistico italiano (solo 9). Dopo tre salvezze abbastanza tranquille, nella stagione 1993-94, il Modena chiude al 18° posto e torna in C1. Nella stagione successiva 1994-95 la squadra precipitò inaspettatamente in C2, dopo aver perso i play-out con la Massese. Fortunatamente i canarini rimasero per pochissime settimane in quarta serie: il Crevalcore, salvatosi sul campo, rinunciò alla C1 e incappò nella radiazione, consentendo il ripescaggio del Modena. La proprietà della squadra passa al Conte Degli Albertini e la presidenza di Mauro Bassinghi. Gli anni successivi furono caratterizzati da vicende societarie e tecniche e dir poco burrascose sino all'acquisto della squadra da parte dell'imprenditore Luigi Montagnani nel 1997.

Dopo un'annata interlocutoria tenta la scalata alla B nella stagione 1998-99, quando arriva al 4° posto ma viene sconfitto nella finale playoff dal Lumezzane, che aveva chiuso al 5° posto. La stagione successiva si rivela poco fortunata ed arriva una salvezza ottenuta grazie all'arrivo a metà stagione del tecnico Gianni De Biasi.

Il nuovo millennio [modifica]

Nella stagione sportiva 2000-01 mister Gianni De Biasi ottiene la meritata conferma con al suo fianco due collaboratori quali Vinicio Bisioli (preparatore dei portieri) ed il prof. Paolo Artico (preparatore atletico). Il Direttore Generale Doriano Tosi, entrato in società a metà della stagione precedente, allestisce una squadra adatta alla categoria che fa dell’aggressività, dell’intensità e del buon acume tattico le sue armi migliori. Il ritiro pre-campionato cambia geograficamente: Pieve di Cadore la località prescelta. All’inizio della preparazione l’ambiente viene sconvolto dalla morte improvvisa del presidentissimo Gigi Montagnani.
Nonostante ciò la squadra disputa un ottimo pre-campionato e in Coppa Italia stravince il proprio girone a punteggio pieno (la perla è costituita dalla vittoria per 2-1 sulla Reggiana allo Stadio Giglio, evento che mancava da 50 anni) ed alla decima giornata di campionato si trova al primo posto solitario con 27 punti, frutto di 9 vittorie ed una sconfitta.
Il 19 novembre è un’altra data purtroppo da ricordare tristemente: al termine della gara di Como (persa 0-1), mentre percorre il corridoio che porta al pullman, Francesco Bertolotti viene colpito da tergo con un pugno sferratogli dal comasco Ferrigno. Cadendo Bertolotti sbatte violentemente il capo sul pavimento. Trasportato d’urgenza all’Ospedale di Lecco gli vengono diagnosticate lesioni cerebrali ed alle ore 23,00 è necessario un intervento chirurgico che gli salva la vita. Dopo una settimana esce dal coma ed aprendo gli occhi riconosce i suoi famigliari.
I canarini attraversano un periodo difficile durante il quale il distacco sul Como si riduce da +5 a +1 ma poi si riprendono prontamente e tutta la stagione sarà caratterizzata dalle varie fasi di questo testa a testa entusiasmante.

Alla penultima giornata di campionato il Modena è di scena al “Morelli” di Brescello, dove al termine di una gara sconsigliata ai deboli di cuore, dopo un costante assedio sotto la porta brescellese, al 97’ Ciro Ginestra trova finalmente lo spiraglio giusto per battere il portiere locale. È la vittoria che vale virtualmente la Serie B, ufficializzata all’ultima giornata con la vittoria al Braglia sul Lecco per 2-0 (Grieco e Scoponi i goleador di turno). Il finale della stagione vede il Modena vincere anche la Supercoppa di Lega di serie C1 battendo il Palermo (2-1 in Sicilia e 3-0 al Braglia).

L'anno dopo, mantenendo sostanzialmente la stessa squadra della stagione precedente, i gialloblù centrano la seconda promozione consecutiva e rivedono la massima serie dopo 38 anni di assenza.
Nel frattempo, a febbraio, con la squadra lanciatissima verso la serie A, la società era stata rilevata dall'imprenditore Romano Amadei.

Nella stagione 2002-03 la salvezza non è facile ed arriva solo all'ultima giornata, quando il Modena arriva a quota 38 insieme ad Empoli, Reggina ed Atalanta. Tuttavia, la classifica avulsa salva gli emiliani ed i toscani, lasciando l'ingrato compito dello spareggio salvezza nelle mani di bergamaschi e calabresi. Per onor di cronaca, furono poi questi ultimi a salvarsi.

La retrocessione però è solo rinviata alla stagione 2003-04, con il Modena che chiude terzultimo a quota 30 punti. Viene inoltre condannato a subire un punto di penalizzazione (da scontare però l’anno dopo in B) per una presunta combine avvenuta durante una partita dell'anno precedente. L'operazione giudiziaria, che coinvolge diverse squadre, tocca il Modena solo di striscio, ma sarà l'anticipo dell'operazione "Calciopoli" che due anni dopo scuoterà il calcio italiano fino alle fondamenta.

L'anno successivo è turbolento: il Modena chiude ad un punto dai play-off, ossia per il punto di penalizzazione inflittogli all’inizio del campionato. E questo saprà ancor più di rammarico per quanto avverrà dopo: il Genoa e l'Empoli chiudono al 1° ed al 2° posto, mentre il Torino batte in finale play-off il Perugia e sale anch'esso in Serie A. Ma poco dopo, a causa di una combine scoperta tra Genoa e Venezia, la prima viene retrocessa d'ufficio (la seconda invece, già retrocessa sul campo, fallisce e quindi si "salva" dalla pena). Ma anche il Torino fallisce per debiti, e la stessa sorte tocca al Perugia che aveva perso la finale contro i granata. Dunque, i posti in A rimasti vuoti diventano due: la F.I.G.C. promuove così d'ufficio le due squadre che avevano disputato e perso le semifinali play-off: Treviso ed Ascoli. Per il Modena quindi, quel punto di penalità risulterà, per uno scherzo del destino, decisivo.

Dal 2005 al 2009 [modifica]

Nella stagione 2005-06, il Modena, forte di un centravanti come Cristian Bucchi, capace di segnare 30 gol (capocannoniere e miglior realizzatore stagionale di sempre del Modena), è stato in corsa per la promozione diretta per diverse giornate, non aggiudicandosela, ma giungendo comunque agli spareggi. Nelle semifinali degli spareggi promozione è stato poi eliminato dal Mantova, nonostante due pareggi (0 a 0 in casa e 1 a 1 in trasferta) che, a causa delle regole dei play-off di Serie B, hanno sorriso ai virgiliani, i quali, a loro volta, hanno perso la finale contro il Torino.

L'anno dopo, con un organico indebolito dalla cessione di Cristian Bucchi e dopo una partenza abbastanza positiva in Coppa Italia (eliminato al terzo turno dal Genoa), il Modena è passato dalla lotta per la A a quella per evitare la C. Tuttavia, l'obiettivo è stato conseguito, grazie anche al cambio di rotta avvenuto con l'arrivo di Bortolo Mutti come allenatore.

Ai nastri di partenza del campionato 2007-08, il Modena, eliminato al primo turno di Coppa Italia dal Bologna, si presenta con un organico in grado di raggiungere una tranquilla salvezza. Dopo una buona partenza, però, i canarini affondano in un lungo periodo nero di ben 15 partite senza vittorie, durante il girone di ritorno, culminato con l'esonero di Mutti ed il ritorno del discusso Daniele Zoratto.

La nuova avventura di Zoratto si conclude con la salvezza giunta alla penultima giornata grazie alla vittoria contro un Ascoli ormai appagato. Per la nuova stagione il tecnico viene riconfermato. Sono altri purtroppo i problemi che deve affrontare il Modena nell'estate 2008: la curva gialloblù contesta violentemente il patron Romano Amadei; quest'ultimo si vede costretto a cercare in maniera più determinata che in passato degli acquirenti per la società.

La situazione, però, non si evolve, poiché saltano le poche, e alcune velleitarie, ipotesi di cordate disposte all'acquisto. Il mercato del Modena rimane in stato di stallo, ma nonostante questo Doriano Tosi riesce a concludere molte delle comproprietà in ballo. Vengono riscattate le metà di Pinardi dal Lecce e Gozzi dalla Reggiana, mentre per ottenere la seconda metà del cartellino di Salvatore Bruno (ben 19 goal per lui nella stagione 2007-08) la società si vede costretta a lasciare andare al Chievo Angelo Antonazzo e Nicholas Frey.
Dal Chievo torna a casa anche Michele Troiano, mentre dal Piacenza arriva nuovamente Giuseppe Gemiti che ha cocluso il suo periodo di prestito. Nicola Campedelli, seriamente deciso a rimanere a Cesena, incontra qualche difficoltà dato che si è infortunato qualche mese prima e lo sarà ancora per tutta l'estate.

Nonostante ciò la sua metà del cartellino viene riscattata dai romagnoli. In gialloblù arrivano anche tre giovani: Mahamet Diagouraga del Chievo, Daniele Gasparetto dell'Atalanta e Ivan Artipoli della Lazio. Si rivede anche Jorge Bolano dopo le vicende personali che lo avevano tenuto lontano dai campi di gioco per qualche tempo. Amadei decide di assumere Marco Ballotta, modenese doc, come direttore generale al fianco di Tosi, ma questi si licenzia dalle sue mansioni. Anche il periodo di Ballotta, però, dura poco tempo: assunto il 12 di agosto, il 17 di settembre verrà licenziato. Nel poco tempo a disposizione Ballotta cede Narciso all'Albinoleffe ed acquista, in prestito dal Catania, il promettente Andrea Catellani classe '88 in forze alla Reggiana.

La stagione 2008-09 verrà ricordata a lungo come una delle più difficoltose per il Modena. Un’annata cominciata sotto i cattivi auspici di un'estate dominata dall’incertezza dal punto di vista societario. Si susseguono, infatti, anche durante tutto l’anno, voci su possibili acquirenti della società di Romano Amadei, fortemente intenzionato a passare di mano il Modena. Il risultato è una squadra mal costruita che fatica e non poco nella prima parte di campionato. I soli 16 punti del girone di andata fanno da contraltare ai ben 35 del girone di ritorno. Una tale inversione di marcia è la summa di vari fattori tra cui il ritorno di Alex Pinardi da un lungo infortunio e il cambio in panchina con Luigi Apolloni che subentra a Daniele Zoratto alla 23^.

Stagione 2008-09 [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Modena Football Club 2008-2009.

Sciagurata partenza dei gialloblù che, dopo una brutta serie di sconfitte consecutive ad inizio stagione, prima di cogliere una vittoria devono attendere ben 8 giornate (1 a 0 con il Piacenza, il 12 ottobre); ma le responsabilità non sono tutte della squadra. Infatti la partenza è fortemente condizionata dai molti errori arbitrali che penalizzano gli emiliani in più occasioni, dalla poco lungimirante gestione della squadra nella fase del mercato estivo e da una serie di infortuni, in particolare quello di Alex Pinardi.

La situazione societaria rimane costante, ma si comincia ad intravedere uno spiraglio grazie all'arrivo in società di Gianni Gibellini (noto imprenditore modenese), che tenta di riportare un po' di passione all'interno dell'ambiente.

Il patron Romano Amadei non esce dal suo isolamento volontario ed anzi delega i compiti di direttore generale proprio a Gibellini. Questi cerca di coinvolgere altri imprenditori locali ad entrare nella dirigenza del Modena per subentrare ad Amadei, il quale, nel frattempo, dichiara che, dalla fine del campionato, non darà più la propria disponibilità a ricoprire il ruolo di proprietario del Modena. La squadra si rinforza in autunno con l'aiuto di Gibellini: in ottobre arriva Pedro De Oliveira, svincolatosi dal CFR Cluj, squadra Campione di Romania e, a novembre, i disoccupati Daniele Amerini (ex gialloblù) e Daniele Daino.

All'inizio del girone di ritorno la squadra si trova all'ultimo posto in classifica, ed il mercato non ha apportato nessuna modifica sostanziale alla rosa: torna a Modena l'esterno Domenico Giampà (svincolatosi dalla Salernitana). A fare le spese della precaria situazione di classifica della squadra è l'allenatore Daniele Zoratto, già in discussione da qualche tempo, viene esonerato ed al suo posto il Modena lascia il vice Luigi Apolloni.

In febbraio Gianni Gibellini si dimette dal suo incarico di direttore generale ed in marzo rescindono il loro contratto i giocatori Stefano Lombardi e Antonio Scrò. Il Modena, però, riesce a scuotersi ed inanella alcuni risultati positivi tra febbraio e marzo, grazie soprattutto al suo giocatore più talentuoso Alex Pinardi.

I canarini sembrano vedere la fine del tunnel, terzultimi a 3 lunghezze dal Cittadella, quando si presentano a Padova proprio per la parita con i granata, ma il pesante 4-0 su un campo ai limiti della praticabilità rigetta i gialli nello sconforto. Il turno successivo viene rinviato a causa del terremoto in Abruzzo e il Modena si ritrova al Braglia due settimane dopo Cittadella per il derby con il Sassuolo.

I neroverdi che arrivano da 6 partite senza vittorie continuano nella serie negativa incassando un 2 a 0 maturato già nel primo tempo ad opera di Fantini e Biabiany. Pochi giorni dopo il Modena si presenta al "Matusa" di Frosinone per un altro scontro cruciale in chiave salvezza, infatti i frusinati si trovano solo 3 punti sopra i canarini. L'epilogo, però, è ancora una volta amaro come a Cittadella: i gialli escono sconfitti per 1 a 0. Il turno successivo sembra veramente proibitivo, perché i giali giocano in trasferta a Livorno, ma il Modena è una squadra che rifiuta la logica ed esce con un meritato 2 a 1 dal Picchi.

L'impegno successivo vede i gialli nuovamente in trasferta ad Ascoli per un altro scontro decisivo. La vittoria per 2 a 1 ad opera di De Oliveira e Bruno apre scenari impensabili solo pochi mesi prima: il Modena è per la prima volta dall'inizio del campionato fuori dalla zona retrocessione diretta. Il periodo positivo del Modena, per fortuna, non si esaurisce ed il sabato seguente i gialli vincono anche con il Mantova sfatando un tabù che durava ormai dal 1988.

Il goal di Catellani permette ai gialli di continuare a sperare nella salvezza che sembra sempre più avvicinarsi. La partita successiva è la trasferta contro un Bari ormai già promosso che, però, è deciso a festeggiare la promozione davanti al suo pubblico e schianta i gialli con un pesantissimo 4 a 1. Tutto è ancora in gioco ed il Modena ha solo due gare per poter sperare nella salvezza. La prima è l'impegno interno con l'Avellino, diretta concorrente per la salvezza. Dopo una partita al cardiopalma i gialli portano a casa un sudatissimo 2 a 1 maturato solo all'85° minuto con un goal decisivo di Troiano.

L'ultima di campionato è la trasferta di Trieste. I gialli interpretano la partita con grinta e decisione e riescono a strappare una meritata vittoria solo all'83°. I risultati inaspettati dagli altri campi influiscono in positivo sul Modena che conquista la salvezza diretta senza dover disputare i play-out.
Il bellissimo gioco espresso dai canarini nelle ultime giornate gli permette di conquistare sei vittorie su sette partite, conquistando così un'insperata tranquilla salvezza con un 14°posto finale.

Matches
Players
PlayerPositionPrezzoNumeroOver All Stato Mercato
Aiman NapoliAtt  66 
Andrea CatellaniAtt  69 
John UtakaAtt  77 
Jorge MartinezAtt  74 
Koffi Jean Romaric KevinAtt  63 
Salvatore BrunoAtt  69 
Alex PinardiCc  71 
Carlo LuisiCc  61 
Domenico GiampàCc  61 
Freddy GuarinCc  75 
Giorgio Russo Cc    
Leonardo ColucciCc    
Ludovic ObraniakCc  77 
Mariano IzcoCc  72 
Mehmet TopuzCc  77 
Michele TroianoCc  60 
Raffaele BiancoCc  60 
Willians WilliansCc  73 
Armando PernaDif  63 
Cesare G Rickler Del MareDif  62 
Christian TerlizziDif  72 
Cristian A DaminutaDif  63 
Egemen KorkmazDif  77 
Jorge Ciro FucileDif  77 
Juri TamburiniDif  60 
Mahamet DiagouragaDif  62 
Manuel PasqualDif  75 
Roberto CortelliniDif  64 
Simone GozziDif  65 
Stefano LucchiniDif  73 
Antonio NarcisoPor  65 
Pavel KovacPor  68 
Photos